Hai sempre messo la crema così?
FACCIAMOLA SEMPLICE
Parte 1: Principi tecnici dell’assorbimento cutaneo del viso
Struttura della pelle e funzione barriera
La pelle del viso, come quella del resto del corpo, funge innanzitutto da barriera protettiva. Lo strato più esterno, detto strato corneo, è composto da cellule morte chiamate corneociti e da lipidi intercellulari organizzati nel classico modello “a mattoni e malta”. I corneociti sono i “mattoni” proteici, mentre i lipidi (ceramidi, colesterolo, acidi grassi) formano la “malta” che li tiene uniti.
Questa struttura robusta rende la pelle semi-impermeabile: la sua funzione principale è impedire l’ingresso di sostanze esterne e la perdita eccessiva di acqua interna.
Senza questa barriera, saremmo vulnerabili a microrganismi, sostanze chimiche e sbalzi ambientali.
Infatti, in condizioni normali lo strato corneo è uno dei tessuti più impenetrabili: solo molecole molto piccole riescono a diffondere attraverso di esso. Questo significa che la pelle non assorbe facilmente i cosmetici: la maggior parte degli ingredienti applicati rimane in superficie o negli strati più superficiali dell’epidermide.
Proprio per questo, i cosmetologi studiano strategie per facilitare la penetrazione degli attivi, pur rispettando la funzione barriera naturale.
Penetrazione degli attivi: dimensione molecolare e solubilità
Non tutti gli ingredienti di una crema viso penetrano con la stessa facilità.
I fattori chimico-fisici più importanti sono la dimensione molecolare e la liposolubilità (affinità per i grassi) della molecola: in generale, molecole piccole e liposolubili attraversano più facilmente lo strato corneo, sfruttando i lipidi cutanei come via di passaggio.
Vitamine liposolubili come A ed E, per esempio, riescono a insinuarsi tra i lipidi dell’epidermide e possono raggiungere gli strati più profondi.
Al contrario, molecole idrosolubili e di grandi dimensioni (come l’acido ialuronico ad alto peso molecolare o il collagene) faticano a superare la barriera: spesso restano legate alle proteine dello strato corneo e vengono assorbite solo in minima parte.
Un principio generale in dermatologia è la “regola dei 500 Dalton”, secondo cui un composto con peso molecolare superiore a 500 Da ha scarse probabilità di penetrare attraverso la pelle.
Oltre alla dimensione, conta anche la forma: molecole molto rigide o ramificate passano con più difficoltà rispetto a molecole più flessibili di pari peso molecolare.
Anche lo stato di ionizzazione influisce: un ingrediente in forma ionica (con carica elettrica nella molecola) penetra meno rispetto alla sua forma neutra.
Ciò è legato al pH e vedremo a breve questo aspetto.
Infine, va ricordato che gran parte dell’assorbimento avviene per diffusione passiva (cioè le molecole migrano lentamente dalla zona di maggior concentrazione – la superficie della pelle – verso l’interno) secondo un gradiente di concentrazione.
Di conseguenza, solo una piccola frazione degli attivi presenti in una crema riesce effettivamente a entrare: spesso i cosmetici contengono attivi in concentrazioni molto basse (<1%) e la cute ne assorbe quantità minime, motivo per cui gli effetti richiedono tempo e costanza di utilizzo.
Ruolo di pH, temperatura e idratazione cutanea
Il pH cutaneo del viso è leggermente acido (circa 4,5–5,5) ed è un fattore spesso sottovalutato che influisce sull’efficacia dei cosmetici.
Un pH adeguato mantiene l’integrità del film idrolipidico e il microbioma cutaneo in equilibrio. Se utilizziamo prodotti dal pH troppo diverso (ad esempio detergenti molto alcalini con pH superiore a 7) possiamo alterare temporaneamente la barriera, rendendo la pelle più vulnerabile o reattiva.
D’altro canto, alcuni attivi funzionano solo a determinati pH: per esempio, alfa-idrossiacidi esfolianti (come l’acido glicolico) o vitamina C (acido ascorbico) richiedono pH acidi (inferiori a 7) per rimanere nella forma non ionizzata che penetra meglio.
Formulare i cosmetici con il giusto pH serve sia a proteggere la pelle sia a massimizzare la penetrazione degli attivi.
Un altro elemento cruciale è la temperatura della pelle: una cute più calda presenta vasi sanguigni leggermente più dilatati e lipidi più fluidi, condizioni che favoriscono l’assorbimento. È noto infatti che aumentare di poco la temperatura cutanea (ad esempio applicando la crema dopo una doccia calda o un impacco tiepido) può migliorare la permeabilità cutanea e l’efficacia del prodotto.
Anche la temperatura ambientale conta: in un ambiente freddo la circolazione cutanea diminuisce e la pelle tende a disidratarsi, fattori che possono ridurre la penetrazione.
L'idratazione dello strato corneo è forse il fattore più importante: più lo strato corneo è idratato, più è permeabile. Quando la pelle è ben idratata, le cellule cornee sono meno compatte e la “malta” lipidica è più flessibile, creando micro-canali che lasciano passare meglio gli attivi. Non a caso, una pelle umida assorbe meglio la crema rispetto a una pelle completamente secca.
Al contrario, in condizioni di bassa umidità ambientale (ad esempio clima invernale freddo e secco), lo strato corneo perde acqua e si disidrata: basti pensare che con umidità relativa sotto ~20-30% la pelle diventa visibilmente più arida, desquamata e pruriginosa. In questo stato di secchezza la barriera è meno equilibrata e l’assorbimento dei cosmetici può risultare irregolare.
Mantenere la pelle idratata (sia applicando prodotti umettanti sia bevendo acqua a sufficienza) è fondamentale per ottimizzare l’assorbimento cutaneo.
Influenza della formulazione: emulsioni, liposomi e veicolanti
Non tutte le creme viso sono formulate allo stesso modo, e la composizione del prodotto incide molto sull’assorbimento.
Una crema è tipicamente un’emulsione di acqua e olio: a seconda che prevalga la fase acquosa o oleosa (emulsioni O/A o A/O), cambia il modo in cui rilascia gli attivi sulla pelle.
Ad esempio, un’emulsione leggera (olio in acqua) si assorbe in fretta e rilascia rapidamente gli ingredienti idrofili, mentre una formula più ricca (acqua in olio) crea maggiore occlusione, trattenendo l’idratazione e rilasciando gli attivi più lentamente.
I formulatori spesso aggiungono sostanze “veicolanti” o potenziatori di penetrazione: composti come urea, acido glicolico, propilene glicole, niacinamide, ecc., che temporaneamente riducono la coesione dello strato corneo o ne aumentano l’idratazione per facilitare il passaggio di altri attivi.
Per esempio, gli esfolianti (urea, acidi della frutta) rimuovono cellule morte e “assottigliano” la barriera; gli umettanti (glicerina, acido ialuronico) aumentano l’acqua negli strati superficiali rendendoli più permeabili; alcuni lipidi e solventi (es. acido oleico, isopropil miristato) “fluidificano” i lipidi epidermici; i siliconi leggeri creano un micro-film che evita la dispersione degli attivi e ne prolunga il contatto con la pelle.
Un capitolo a parte meritano i moderni sistemi di veicolazione: ad esempio liposomi, nanosfere, niosomi, ecc.
I liposomi sono micro-vescicole sferiche fatte di fosfolipidi (simili a membrane cellulari) che possono inglobare principi attivi sia idrofili sia lipofili. Grazie alle dimensioni ridottissime (dell’ordine dei 100 nanometri) e alla loro affinità con i lipidi cutanei, i liposomi riescono a fondersi parzialmente con la barriera e a cedere i loro attivi oltre lo strato corneo, aumentando l’assorbimento senza danneggiare la pelle.
Le nanosfere o microsponge, invece, racchiudono gli attivi e li rilasciano gradualmente: ciò evita di “sovraccaricare” la pelle di sostanza tutta in una volta e protegge gli attivi dalla degradazione.
I niosomi sono simili ai liposomi ma ancora più deformabili, capaci di attraversare gli spazi intercellulari stretti e poi rilasciarvi gli attivi.
L’uso di questi carrier nelle formulazioni avanzate consente di aumentare la biodisponibilità cutanea degli ingredienti attivi, cioè la quantità effettivamente assorbita e utile negli strati vitali della pelle.
In breve, la qualità della formulazione di una crema viso – dagli emulsionanti, alla presenza di veicolanti bio-tecnologici, al pH finale – può fare la differenza tra un prodotto che resta in superficie e uno che interagisce in profondità con la cute.
Fattori esterni: umidità, routine sbagliate e sovraccarico di prodotti
Abbiamo già accennato all’importanza dell’umidità ambientale: in un clima umido (ad es. bagno dopo la doccia, o ambienti tropicali) la pelle rimane più morbida e ricettiva, mentre aria secca e fredda rende lo strato corneo più rigido.
Per favorire l’assorbimento, è ideale applicare la crema in un momento in cui la pelle è leggermente umida e calda (ad esempio subito dopo aver deterso il viso con acqua tiepida).
Al contrario, applicare prodotti in un ambiente molto secco o freddo può richiedere più tempo affinché vengano assorbiti.
Anche la routine cosmetica nel suo complesso influisce: errori nella sequenza o nella quantità dei prodotti possono compromettere i benefici della crema.
Ad esempio, usare un prodotto molto occlusivo o oleoso prima di un siero acquoso può impedire a quest’ultimo di penetrare (l’ordine corretto generalmente è dal più leggero al più pesante).
Non aspettare il giusto tempo tra un’applicazione e l’altra può portare a mescolare i prodotti sullo strato superficiale senza dare modo alla pelle di assorbirli.
Una routine sbagliata è anche quella troppo aggressiva: detergenti esageratamente sgrassanti o esfoliazioni eccessive possono danneggiare la barriera, rendendo la pelle reattiva e meno capace di assorbire uniformemente i principi attivi (oltre a rischi di irritazione).
Infine, attenzione al sovraccarico di prodotti: applicare strato su strato molti cosmetici diversi o eccedere con la quantità di crema non fa bene alla pelle. Oltre un certo limite, un uso eccessivo di prodotti può indebolire la barriera naturale e causare effetti indesiderati (irritazioni, impurità).
Inoltre, troppo prodotto crea residui in superficie che possono aggregarsi formando quei fastidiosi pallini noti come effetto pilling.
Studi dermatologici hanno evidenziato che un’abnorme idratazione continua (“over-moisturizing”) può alterare il microbioma cutaneo e aumentare la sensibilità della pelle., quindi non va bene nemmeno idratare troppo la pelle.
Less is more: meglio pochi prodotti mirati, applicati correttamente e con costanza, piuttosto che eccedere.
In sintesi, per massimizzare l’assorbimento cutaneo bisogna considerare anche i fattori esterni e comportamentali: mantenere la pelle in un ambiente favorevole (né troppo secco né troppo freddo), seguire una routine razionale e non stressare la cute con troppi cosmetici simultaneamente.
Parte 2: Guida pratica – come applicare la crema viso per un assorbimento ottimale
Di seguito elenco i passaggi più efficaci per applicare la crema viso in modo da favorirne la massima efficacia.
Adottando questa routine semplificata migliorerai l’assorbimento dei principi attivi e otterrai il meglio dal tuo trattamento quotidiano.
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Inizia con una buona preparazione della pelle
Una pelle pulita e ben preparata assorbe meglio gli attivi della crema.
Detergi delicatamente il viso con un prodotto adatto al tuo tipo di pelle, al mattino e alla sera. Evita detergenti aggressivi o acqua eccessivamente calda, che potrebbero rimuovere troppo sebo e irritare la pelle.
Dopo il lavaggio, tampona il viso con un asciugamano morbido e pulito senza strofinare, lasciando la pelle leggermente umida. L’umidità residua aiuta a veicolare la crema in modo uniforme. Se rientra nella tua routine, questo è il momento per applicare un tonico riequilibrante o un siero leggero: distribuiscili e attendi qualche secondo che vengano assorbiti.
Una o due volte a settimana, considera un’esfoliazione leggera (con un gommage delicato o un esfoliante enzimatico o chimico appropriato e adatto al tuo tipo di pelle in quel momento) prima di applicare la crema serale: rimuovendo le cellule morte dallo strato corneo, la pelle sarà più ricettiva ai trattamenti successivi. Ricorda però di non esagerare con scrub troppo frequenti, per non compromettere la barriera cutanea.
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Dosaggio corretto: la giusta quantità di prodotto
Usare la quantità appropriata di crema è fondamentale.
Come regola pratica, per viso e collo è sufficiente una dose di crema pari grosso modo alla dimensione di una piccola noce (o due nocciole). Applicarne molto di più non farà aumentare l’assorbimento; al contrario, l’eccesso rimarrà in superficie e potrebbe causare sprechi o formazione di residui. D’altra parte, usarne troppo poca potrebbe non garantire un’idratazione adeguata.
Inizia con una quantità moderata e osserva come reagisce la pelle: se la crema viene assorbita immediatamente e la pelle “tira” ancora, puoi aggiungerne un velo extra.
Al contrario, se dopo diversi minuti senti il viso unto o appiccicoso, probabilmente ne hai applicata troppa in una volta.
Adegua anche la quantità alle condizioni climatiche e al tipo di crema: in estate o con creme molto ricche potrebbe servirne meno, mentre in inverno o con formule molto leggere potresti aver bisogno di qualcosina in più.
Distribuisci sempre la dose in modo omogeneo: un trucco efficace è prelevare la crema sul palmo, scaldarla qualche secondo tra le dita (frizionando le mani la texture diventa più fluida), quindi suddividerla in piccoli punti sul viso (fronte, naso, guance, mento) per poi procedere.
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Tecnica di applicazione: movimenti e zone del viso
Come applichi la crema influisce tanto quanto quanto ne applichi.
Evita di tirare o strofinare con forza – soprattutto nell’area perioculare, dove la pelle è sottile – perché ciò può causare arrossamenti senza alcun beneficio aggiuntivo.
Un’ottima tecnica è quella del “patting” o pressing: tampona delicatamente il viso con il palmo delle mani, applicando leggere pressioni sulle guance e sulla fronte. Questo gesto, oltre a favorire l’assorbimento del prodotto cosmetico, regala una sensazione piacevole di relax ed evita di lasciare striature. Non dimenticare di estendere la crema anche a collo e décolleté. Il collo fa parte integrante della routine viso e spesso mostra segni del tempo; trattarlo con la stessa cura aiuta a mantenere un aspetto omogeneo tra viso e collo.
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Attendi il tempo di assorbimento tra i passaggi
La fretta è nemica di una buona skincare.
Dopo aver usato la crema viso, concedi qualche minuto alla pelle per assorbirla completamente prima di procedere con altri prodotti o con il trucco.
In genere, bastano pochi minuti (da 1 a 5, a seconda della ricchezza della crema) perché la crema penetri e la pelle torni asciutta al tatto. Durante questo periodo, cerca di non toccare il viso e non stratificare subito altri cosmetici: toccandolo rischieresti di rimuovere o spostare la crema ancora umida. Saprai che è stata assorbita quando non sentirai più residui appiccicosi sulla superficie. Se nella tua routine hai altri step (come un filtro solare al mattino o un prodotto specifico per il contorno occhi), aspetta che la crema viso sia assorbita prima di applicarli. Ad esempio, al mattino la sequenza consigliata dopo la crema è: protezione solare SPF (sempre raccomandata di giorno) e solo successivamente l’eventuale make-up.
Di sera, dopo la crema viso potresti non applicare altro, oppure attendere un paio di minuti e stendere un olio o una crema più corposa occlusiva per evitare la perdita d’acqua notturna, come ultimo step, se necessario.
Questo tempo di posa tra i vari prodotti evita che si mescolino tra loro e garantisce che ciascuno svolga la propria funzione.
La pazienza di aspettare l’assorbimento paga in termini di efficacia: la tua pelle beneficerà appieno di ogni trattamento senza interferenze.
Errori comuni da evitare

Anche i migliori prodotti possono rendere meno del previsto se applicati male.
Ecco gli errori da non commettere nella stesura della crema viso, affinché l’assorbimento non venga compromesso:
– Applicare su pelle sporca o non detersa bene: la presenza di impurità, trucco o sebo in eccesso crea una barriera che impedisce alla crema di penetrare. Inoltre può portare a impurità e brufoli. La regola d’oro è: mai saltare la detersione prima della crema.
– Usare troppo prodotto: esagerare con la quantità non fa “nutrire di più” la pelle, anzi. L’eccesso rimane in superficie e può provocare lucidità, residui o pilling. Meglio dosare con criterio (una noce circa) e semmai aggiungere un velo in più solo se necessario.
– Strofinare con forza o fretta: massaggiare con veemenza credendo di far penetrare prima la crema è un falso mito. Movimenti aggressivi rischiano di irritare e scaldare troppo la pelle, causando arrossamenti e stress meccanico. La crema va applicata dolcemente, non “strofinata dentro” con insistenza.
– Applicarla su pelle asciutta come il deserto: mettere la crema su una pelle completamente secca può risultare meno efficace. Meglio che la pelle sia lievemente umida (anche solo tamponando con un po’ d’acqua termale o essence prima) così l’idratazione aiuta a veicolare gli attivi. Sul viso bagnato fradicio invece la crema scivolerebbe: l’ideale è quel leggero strato umettato che facilita la stesura.
– Sovrapporre troppi strati in un colpo solo: come visto, stratificare 5-6 prodotti uno dopo l’altro senza attesa tra l'uno e l'altro può saturare la pelle. Il rischio è che nessuno di essi venga assorbito a dovere e si formino palline di prodotto che si sfaldano (effetto pilling). Preferisci routine più semplici e lascia sempre trascorrere un po’ di tempo tra un cosmetico e l’altro.
– Dimenticare aree importanti: spesso ci si concentra su guance e fronte, trascurando zone come collo, mandibola e lati del viso. Queste aree invece necessitano di idratazione quanto il resto: non saltarle nell’applicazione, altrimenti avrai una cura disomogenea.
– Cambiare crema di continuo o non essere costante: la pelle ama la routine. Cambiare prodotto ogni settimana impedisce di valutare i benefici nel lungo periodo e può stressare la cute con formulazioni sempre diverse. Scegli una buona crema adatta a te e usala quotidianamente, almeno per cinque settimane, per dare il tempo alla pelle di rispondere. Al contempo, se una crema non ti soddisfa, non aver paura di cambiarla – ma fallo gradualmente e osservando le reazioni della pelle.
– Non adattare la crema alla tua pelle: usare un prodotto non adatto (troppo pesante per pelle grassa, o troppo leggero per pelle secca) può portare ad assorbimento sub-ottimale e problemi collaterali (lucidità, pori ostruiti, o al contrario insufficiente idratazione). Scegli sempre formule indicate per il tuo tipo di pelle e stagione: ad esempio, d’estate texture più leggere in gel/lozione, d’inverno creme più nutrienti.
Seguendo questi consigli pratici, trasformerai un gesto quotidiano in un efficace rituale di bellezza consapevole.
Una corretta applicazione della crema viso, su pelle pulita, con il giusto quantitativo, i movimenti appropriati e nei tempi giusti, massimizza l’assorbimento dei principi attivi e, in definitiva, i risultati sulla tua pelle.
Con costanza e attenzione ai dettagli, la tua pelle del viso potrà beneficiare appieno di ogni trattamento, mantenendosi sana, idratata e protetta nel tempo.








